venerdì 22 marzo 2013

Felicita

Il boxer ha una sensibilità molto sottile e allo stesso tempo profonda, chi ne possiede uno o lo ha posseduto può confermare questa mia affermazione. Non è possibile essere tristi e soli se si ha un boxer accanto. Nei momenti di sconforto lui è lì che ti consola, ti spinge con quel suo tartufone nero e umido, sbuffando, ti tocca con la zampa, per ricordarti che lui c’è, ed è lì con te, per cui non devi essere triste. A volte ti porta un gioco
perché se giochi, proprio non puoi essere triste!
Due anni fa chiamiamo un’impresa edile per rifare un rustico annesso alla nostra abitazione. L’impresario ha 2 collaboratori rumeni. Uno giovane, in Italia da qualche anno, integrato molto bene nella vita sociale del paese qui vicino, dove abita, è abbastanza estroverso e spigliato; l’altro, in Italia da poco tempo, qualche anno di più, figli sparsi un po’ in tutta Italia, chi a fare la badante a qualche persona anziana, chi il muratore. Una moglie nel paese vicino. Un volto stanco, segnato da un passato fatto di miseria, testa sempre bassa, umile, occhi sempre a terra. L’italiano non lo parla ancora, ma qualche parola la dice e la capisce, ma c’è il suo collega che traduce per cui nessun problema. Intuisco che è anche molto timido e ha gli occhi veramente buoni.
L’impatto con Felicita, il nostro boxer di casa, non è facile, lo definirei invece devastante, perché lei è veramente una forza della natura ed è anche una vera rompiscatole invadente, sempre a mille, mai una tregua. Gioca, salta, scava, scrolla, ruba, prende al volo i piccioni che fanno l’ultimo grave errore della loro vita……..volare basso!
Il muratore timido è spaventato da lei, vedendola così agitata e nemmeno a dirlo, lui è il suo preferito! Lei ha già capito tutto! Si, lei si, lei è un boxer!
Iniziano i lavori e lei è costretta a stare in casa perché il giardino diventa un ammasso di macerie, ogni tanto esce per fare i suoi bisogni. Io laosservo. Un buon proprietario dovrebbe saper osservare anzi dovrebbe provare piacere ad osservare i propri cani, ciò che fanno, le loro reazioni di fronte a determinati stimoli, il loro modo di ragionare per affrontare situazioni nuove o spiacevoli…. Tutto insegna, basta saper leggere fra le righe, avere passione e un pizzico di sensibilità che non guasta mai.
Torniamo a Felicita,

Durante i parecchi mesi trascorsi a lavorare a casa nostra, non vedo mai sorridere il muratore timido, parla poco, anche con i suoi compagni di lavoro, sempre a testa bassa, occhi a terra e Felicita sempre dietro, nei suoi momenti di “giro per pipì”, ma ora lui non ha più timore di lei.
Un giorno, durante una pausa pranzo, non essendoci più in giro ruspe e macchinari vari, faccio uscire la peste Felicita per il suo solito giretto, facendo attenzione che non vada ad elemosinare cibo, e da buon boxer la cosa le riesce benissimo, si stampa in faccia l’espressione del cane abbandonato che non mangia da mesi, volendo le vengono anche gli occhi supplicanti, ed ecco che ottiene tutto ciò che vuole!
Naturalmente si dirige sparata verso il suo amico, che, neanche a dirlo, sta mangiando un panino, seduto, guardandosi i piedi. Io penso: “ora lo spaventa perché non la vede arrivare!” Invece, rimango alquanto stupita e, al solito mio, di fronte a scene del genere, mi commuovo. Lui la stava aspettando! Le fa una carezza e lei risponde con un balletto di riconoscenza e finalmente lo vedo SORRIDERE!!!!!!! Poi, appoggiato il suo panino, si alza, sempre sorridendo, e va a cercare il giochino preferito di Felicita, quello che lei ha sempre i bocca e gli sbatte spesso sulle gambe e… inizia a giocare con lei, il suo sguardo sempre triste si illumina e così penso che i boxer riescono a fare proprio tutto, anche i miracoli.

..... continua .......
(tratto da :  "secondo me, il boxer .....")